A statement of the community of St Egidio on the xenophobic violence


COMMUNITY OF SANT’EGIDIO
PRESS STATEMENT - 17 April 2015
PRAYERS FOR RECONCILIATION AND PEACE IN SOUTH AFRICA”
South Africa is once again faced with the tragedy of xenophobic violence, and the Community of Sant’Egidio expresses grief and profound condemnation towards the recent attacks against foreigners, in which lives are being lost and hundreds displaced.
The increased influx of foreigners from other African countries has long since been a contentious matter, as seen during the 2008 attacks in which many foreigners were killed, and a multitude were injured and displaced.
Not only are these actions despicable and embarrassing, but they are not in line with the ideal of the democratic and free Rainbow Country for which many have lost their lives. This goes against one of the ideals former President Nelson Mandela cherished. “I have cherished the ideal of a democratic and free society in which all persons live together in harmony and with equal opportunities.”
These acts of vandalism and violence are symptoms of deeper societal problems, and foreigners are the scapegoats of these social and economic injustices. Mob violence, like many other forms of evil which are not firmly addressed, spread like a wild fire, and the situation in South Africa is not an exception to this rule.
Our deep concern in the face of this tragic and gruesome violence drives to us to want to speak more forcefully in favour of peace and reconciliation. Peace and reconciliation is vulnerable but essential, and should be preserved at all costs. Violence is never a solution, irrespective of the justifications presented by the perpetrators.
The Community of Sant’Egidio is an international association of the Catholic Church present in 73 countries in all the continents. We obey the Lord Jesus command: “For I was hungry and you gave me food, I was thirsty and you gave me something to drink, I was a stranger and you welcomed me” (Gospel of Matthew 25,35). On a volunteer basis we, in South Africa give food to the homeless people, help the poor children and visit the lonely elderly. We live a brotherhood without borders in the spirit of God, the Father of all human kind. In the daily life of the Community of Sant’Egidio it is inspiring to see South African members, young immigrated youth from West Africa or from Zimbabwe together, helping the South African people in need.
Our hearts go out to victims of these attacks, and their families. We will remember them all in our weekly communal prayers and our personal prayers. Our prayers for peace, reconciliation and the end of violence will take place in Johannesburg, Pretoria, Polokwane and Durban next days, in an effort to answer with an emphatic “no” to violence and xenophobia. In this difficult time, the need for solidarity is even greater, and we implore all people to exercise acts of compassion towards all the people in need, no matter their nationality.
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COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO
COMUNICATO STAMPA – 17 Aprile 2015
Preghiere per la Riconciliazione e la Pace in Sudafrica”

Il Sudafrica è ancora una volta di fronte alla tragedia della violenza xenofoba, e la Comunità di Sant'Egidio esprime dolore e profonda condanna verso i recenti attacchi contro gli stranieri, che hanno provocato la perdita di vite umane e centinaia sfollati.
Il crescente afflusso di stranieri provenienti da altri paesi africani è da tempo una questione controversa, come si è visto durante gli attacchi del 2008 in cui molti stranieri sono stati uccisi, e un gran numero sono stati feriti e sfollati.
Non solo sono queste azioni inaccettabili e imbarazzanti, ma non sono in linea con l'ideale del libero e democratico “Paese dell'Arcobaleno” per cui molti hanno perso la vita. Questo va contro uno dei sogni più cari al nostro ex presidente Nelson Mandela, che diceva: "Ho accarezzato l'ideale di una società democratica e libera in cui tutte le persone possano vivere insieme in armonia e con pari opportunità."
Questi atti di vandalismo e di violenza sono sintomi di problemi sociali più profondi, e gli stranieri sono solo i capri espiatori di queste ingiustizie sociali ed economiche. La violenze di massa, come molte altre forme di mali, se non è adeguatamente fermata, si sviluppa come un fuoco incontrollabile, e la situazione in Sudafrica di questi giorni non farà eccezione a questa regola.
La nostra profonda preoccupazione di fronte a questa violenza tragica e raccapricciante ci spinge a voler parlare con più forza a favore della pace e della riconciliazione. La pace e la riconciliazione sono vulnerabili ma essenziali, e devono essere conservati a tutti i costi. La violenza non è mai una soluzione, a prescindere dalle giustificazioni presentate dai responsabili.
La Comunità di Sant'Egidio è un'associazione internazionale della Chiesa Cattolica presente in 73 paesi in tutti i continenti. Noi obbediamo il comando Signore Gesù: «Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto" (Vangelo di Matteo 25,35). In Sudafrica come volontari diamo da mangiare ai senzatetto, aiutiamo i bambini poveri e visitiamo gli anziani soli. Viviamo una fratellanza senza frontiere nello spirito di Dio Padre di tutta l'umanità. Nella vita quotidiana della Comunità di Sant'Egidio è bello vedere con i giovani sudafricani, anche giovani immigrati dall'Africa Occidentale o dallo Zimbabwe aiutare i poveri sudafricani che si trovano in situazioni di bisogno.
I nostri cuori vanno alle vittime di questi attacchi, e alle loro famiglie. Li ricorderemo tutti nelle preghiera della Comunità e le nostre preghiere personali. Le nostre preghiere per la pace, la riconciliazione e la fine della violenza si svolgeranno a Johannesburg, Pretoria, Polokwane e Durban nei prossimi giorni, nel tentativo di rispondere con un chiaro "no" alla violenza e alla xenofobia. In questo momento difficile, il bisogno di solidarietà è ancora maggiore, e imploriamo tutte le persone di esercitare atti di compassione verso tutte le persone che hanno bisogno, indipendentemente dalla loro nazionalità.
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